MISSION

Il nome “Raphaël” significa “Dio guarisce”, oppure “medicina di Dio”. La sua vicenda è narrata nel libro di Tobia: Raphaël è l’angelo, che con il fiele di un pesce ridonò la vista a Tobi, un vegliardo malato di cecità e spogliato dei suoi beni. Un misterioso giovane accompagnò il figlio di Tobi in un lungo viaggio per recuperare un’importante somma di denaro e, superando molte peripezie, riaccompagnò felicemente a casa il giovane Tobia, ricco, sposato e con un’efficace medicina, il fiele d’un pesce appunto, per l’anziano padre.
Rifiutando infine qualsiasi ricompensa, si sottrasse al loro sguardo, dicendo: “Io sono Raphaël, uno dei sette Spiriti che stanno presso il trono di Dio: Lui lodate, a Lui cantate” (Tobia 4,1 – 12,22).
Raphaël è una cooperativa sociale senza scopo di lucro, che gestisce ambulatori di prevenzione oncologica.
Finalità dell’opera sono: sconfiggere il cancro, o, comunque, ridurne gli effetti devastanti sulla vita; promuovere il ben-essere della persona, mediante la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura della malattia oncologica.
Queste le armi che Raphaël adotta per vincere la battaglia contro il cancro: l’umanità, la professionalità e la motivazione degli operatori; l’utilizzo di avanzate tecnologie diagnostiche; lo sforzo per la diffusione della cultura della prevenzione.
Lo spirito che anima l’opera di Raphaël è dettato dall’amore evangelicamente gratuito, fondato sul riconoscimento della dignità umana di tutte le creature di Dio, specie di quelle che soffrono, nel corpo e nell’anima.

IL NOME

Tutte le opere di don Piero Ferrari sono designate da nomi di origine biblica. Quello di Raphaël deriva dal libro di Tobia e significa  “Dio guarisce” o “Dio ha guarito” nella versione ebraica  e “medicina di Dio” nella versione latina della Bibbia. Raphaël è l’angelo, che con il fiele di un pesce ridonò la vista a Tobi, un vegliardo malato di cecità e spogliato dei suoi beni, perché compiva opere di misericordia. Tobi, pressato dal bisogno, inviò a Rages, presso Ninive, il figlio Tobia, per recuperare una somma di denaro, prestata in tempi d’abbondanza al parente Gabelo. Lo affidò ad un misterioso giovane che s’era a lui presentato come Azaria, figlio del grande Anania e che si era offerto per accompagnare Tobia nel viaggio. Superando molte peripezie, quel giovane riaccompagnò felicemente a casa Tobia, ricco, sposato e con un’efficace medicina, il fiele d’un pesce appunto, per l’anziano padre. Questi, quando riebbe la vista, voleva ricompensare il misterioso giovane per il prestigioso servizio reso, ma quegli, sottraendosi al loro sguardo, nulla pretendendo dal suo intervento, rivelò la sua identità, dicendo: “Io sono Raphaël, uno dei sette Spiriti che stanno presso il trono di Dio: Lui lodate, a Lui cantate” e scomparve (Tobia 4,1 – 12,22).

 

IL LOGO

Al centro del logo di Raphaël è raffigurata un’ancora come simbolo della speranza. Sull’ancora sono inserite le ali, che richiamano al tempo stesso l’angelo e la colomba della pace. Infine una corda rappresenta aggancio dell’ancora e forma una “R”, che sta per Raphaël, come medicina di Dio, ma anche come Risurrezione, testimonianza del Cristo Risorto, nostra speranza, il vincitore della morte che dona vita e pace.

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